All'interno delle attività produttive (fabbriche,
uffici, impianti, pubblica amministrazione, ecc.) è
prevista la presenza di un piano di emergenza ed
evacuazione (D. Lgs. 81/08 art. 43 DM 10/03/98).
Il Piano predisposto dal datore di lavoro in
collaborazione con il RSPP e gli addetti alle
emergenze indica almeno i seguenti punti:
-
descrizione dell'attività aziendale;
-
individuazione dei soggetti coinvolti nella gestione
delle emergenze;
-
individuazione dei rischi presente negli ambienti
e/o nell'attività;
-
individuazione delle misure di prevenzione e
protezione presenti;
-
calcolo del carico di incendio;
-
classificazione del pericolo di incendio (alto,
medio, basso);
-
modalità di evacuazione;
-
indicazione dei luoghi sicuri;
-
indicazione sui controlli delle attrezzature
antincendio;
-
gestione delle emergenze;
-
registro dei controlli delle evacuazioni;
-
ecc.
-
Tali luoghi comprendono:
-
aree dove i processi lavorativi comportano
l'utilizzo di sostanze altamente infiammabili ( p.e.
impianti di verniciatura ), o di fiamme libere, o la
produzione di notevole calore di materiali
combustibili;
-
aree dove c'è deposito o manipolazione di sostanze
chimiche che possono, in determinate circostanze,
produrre reazioni esotermiche, emanare gas o vapori
infiammabili, o reagire con altre sostanze
combustibili;
-
aree dove vengono depositate o manipolate sostanze
esplosive o altamente infiammabili;
-
aree dove c'è una notevole quantità di materiali
combustibili che sono facilmente incendiabili;
-
edifici interamente realizzati con struttura in
legno.
Il Piano di evacuazione deve essere accompagnato da un
registro di controllo delle evacuazioni e delle
riunioni di informazione ed eventuale coordinamento
con altre attività.
In relazione ai rischi presenti, e comunque almeno una
volta all'anno, va fatta una simulazione di
evacuazione dall'edificio, della simulazione bisogna
predisporre a cura degli addetti alle emergenze
apposito verbale da conservare annotando il tempo
massimo di evacuazione ed eventuali problemi emersi
durante l'esodo.
|
ESEMPIO
PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE
(non utilizzabile da terzi) |
|
(D.M.
10.3.1998 – D.Lgs. n. 81/2008) |
|
Il tecnico ……………………………………………………………. |
Il Datore di Lavoro ……………………………………………………………
|
In caso di emergenza la struttura organizzativa di un’
Azienda deve essere in grado di reagire
rapidamente e nel modo più uniforme possibile per
fronteggiare il pericolo. Il Piano di Emergenza ed
Evacuazione è lo strumento operativo mediante il quale
vengono studiate e pianificate le operazione
da compiere in caso di emergenza, al fine di
consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli
occupanti
di un edificio. Esso tende a perseguire i seguenti
obiettivi: |
|
prevenire o limitare pericoli alle persone;
coordinare gli interventi del personale a tutti i
livelli, in modo che siano ben definiti tutti i
comportamenti e le azioni che ogni persona presente
nell’Azienda deve mettere in atto per
salvaguardare la propria incolumità e, se possibile,
per limitare i danni ai beni e alla struttura
dell’edificio;
intervenire, dove necessario, con un pronto soccorso
sanitario;
individuare tutte le emergenze che possano coinvolgere
l’attività, la vita e la funzionalità
dell’impianto;
definire esattamente i compiti da assegnare al
personale che opera all’interno dell’Azienda,
durante la fase emergenza. |
|
Nella formulazione del Piano si è provveduto, tra
l’altro, a: |
|
predisporre le mappe dei vari piani con indicazione
delle vie d'uscita, scale, ascensori, aree
sicure, ubicazione apprestamenti e mezzi antincendio,
e con l’ indicazione di un’ area esterna
come punto di ritrovo in caso di evacuazione;
predisporre la segnaletica informativa e quella dei
percorsi di fuga;
individuare e segnalare linee telefoniche dedicate
all'emergenza;
predisporre i Protocolli operativi scritti. |
|
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ SVOLTE |
|
Nella
vengono svolte le attività tipiche di una Casa
|
|
L’ edificio, con struttura in c.a., è costituito da n°
4 piani oltre ad un piano seminterrato nel quale sono
ubicati servizi e centrale termica. |
|
Il piano rialzato comprende n. 8 stanze per anziani
con servizi igienici interni ed i servizi comuni (sala
comune, refettorio, uffici, cucina, infermeria e
lavanderia). |
|
Il piano primo comprende n. 13 stanze per anziani con
servizi igienici interni ed una stanza per
assistenti socio sanitari. |
|
Il piano secondo comprende n. 8 stanze per anziani con
servizi igienici interni ed una stanza per
assistenti socio sanitari. |
|
Il piano terzo comprende n. 4 stanze per anziani con
servizi igienici interni ed una stanza per
assistenti socio sanitari. |
|
Piano di Emergenza ed Evacuazione |
|
SEGNALETICA, ILLUMINAZIONE, PIANO ANTINCENDIO |
|
Il responsabile ed amministratore dell'attività, o
persona da lui delegata per iscritto, provvederà
affinché nel corso dell'esercizio non vengano alterate
le condizioni di sicurezza e venga applicato il
piano di sicurezza, di emergenza e di evacuazione. In
particolare: |
|
i sistemi di vie di uscita e di circolazione interne
saranno tenuti costantemente sgombri da
qualsiasi materiale che possa ostacolare l'esodo delle
persone e costituire pericolo per la
propagazione di un incendio;
prima dell'inizio di qualsiasi attività all’interno
dell’azienda verrà controllata la funzionalità del
sistema di vie di uscita e il corretto funzionamento
degli impianti e delle attrezzature di
sicurezza;
verranno mantenuti efficienti gli impianti elettrici,
in conformità a quanto previsto dalle
normative vigenti;
verranno presi opportuni provvedimenti di sicurezza in
occasione di situazioni particolari, quali
manutenzioni e sistemazioni aziendali;
verrà fatto osservare il divieto di fumare negli
ambienti e nei posti ove tale divieto è previsto per
motivi di sicurezza. |
|
Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica
di sicurezza, espressamente
finalizzate alla sicurezza antincendio, di cui al
Decreto Legislativo 81/2008 nonché le
prescrizioni di cui alla direttiva
92/58/CEE del 24 giugno 1992
(indicazioni presenza idranti,
estintori e vie di fuga). |
|
In particolare la cartellonistica indicherà: |
|
le uscite di sicurezza;
i percorsi per il raggiungimento delle uscite di
sicurezza;
l'ubicazione dei mezzi di estinzione incendi
le aree sicure ed adibite al raduno in caso di
emergenza, di pronto intervento e di
coordinamento delle fasi operative. |
|
Inoltre, negli ambienti ritenuti strategici,
verranno affissi cartelli contenenti la
Planimetria Generale delle aree
interessate e le indicazioni relative al comportamento
del
personale e di eventuali esterni in caso d'incendio o
di altro pericolo e con l’informazione
per le squadre di soccorso sulla posizione di: |
|
accessi e vie di esodo (in relazione alla viabilità
principale di zona);
mezzi di estinzione disponibili;
posizione quadri elettrici principali;
caratteristiche delle aree e lay-out macchinari del
ciclo produttivo. |
|
In particolare la segnaletica distribuita
nell’edificio, comprendente: |
|
vietano un comportamento che potrebbe far correre o
causare un pericolo
(divieto
di accesso alle persone estranee o a luoghi dove ci
vuole una determinata competenza,
divieto di fumare, divieto di usare fiamme libere,
divieto di usare acqua sul fuoco o su
componenti elettrici in esercizio, divieto di formare
depositi di sostanze infiammabili o di
materiali sparsi);
|
Ci sono poi le operazioni di
controllo,
che sono di verifica e che vanno seguite con
cadenza almeno
semestrale. La cadenza è prevista dalla legge.
E' inutile sottolineare che se questi controlli
fossero
fatti più frequentemente, sarebbe ancora meglio,
soprattutto tenendo conto delle condizioni di
maggiore o minore aggressività, dell'ambiente.
Prendiamo ad esempio un estintore posto in un
ambiente dove possono esserci fumi o vapori
corrosivi, certamente ha una vita e una durata
e, quindi,
un'efficienza ridotta rispetto allo stesso
estintore posto in un ambiente di migliori
caratteristiche.
Nelle attività di maggiori dimensioni i
controlli vengono di solito eseguiti da
personale competente
appartenente alla stessa ditta, mentre negli
altri casi vengono in genere affidati a ditte
esterne
specializzate. Vengono fatti controlli
manometrici, pesature, per verificare la
presenza sia dei
propellenti che degli estinguenti. Eventuali
anomalie, in questo caso, devono essere
immediatamente
rimosse. Bisogna aggiornare il cartellino e
annotare l'operazione nel registro, previsto,
proprio, per
effettuare successivamente il controllo che
queste operazioni siano state eseguite e
correttamente
eseguite. |
|
Gli
idranti nel sottosuolo
devono
essere immediatamente accessibili. Bisogna
impedire assolutamente sia il parcheggio di
autovetture, sia il deposito di materiali sui
chiusini dei relativi pozzetti.
E' opportuno che le bocche degli idranti siano
chiuse con tappi a vite ciechi; meglio se
collegati con una catenella all'idrante, in modo
che una volta smontati non si
disperdano intorno.
Gli idranti non vanno tenuti totalmente chiusi
o, durante l'impiego, totalmente aperti
lasciando
eventuali funzioni di regolazione del flusso ad
altri organi dell'impianto, ai divisori o alle
lance
regolabili. Ci sono idranti che aperti in
posizione intermedia fanno scaricare, da una
valvola di fondo
della colonna dell'idrante, l'acqua nel terreno
e l'accorgimento è predisposto per evitare la
rottura
dell'idrante in caso di temperature
particolarmente basse (effetto
congelamento).
Si
lascia l'idrante ad
una apertura intermedia e l'acqua defluisce
attraverso i drenaggi messi intorno alla
colonnina,
defluisce nel terreno. Durante l'uso questo
ovviamente non deve avvenire. Le chiavi per la
rimozione
dei tappi e la manovra dell'idrante, ovviamente,
non devono essere ricercate chissà dove quando è
il
momento di impiegarli, devono anche queste
essere prontamente disponibili e verificare che
lo siano
realmente.
Per i naspi, che sono apparecchiature che
dovrebbero essere costantemente in pressione, la
verifica
deve prevedere anche che non ci siano perdite
nei raccordi fra la tubazione e la lancia, la
tubazione e
l'impianto fisso. |
|
Per gli
impianti ad acqua ed a schiuma,
oltre
ai controlli già detti per gli impianti idrici,
è necessario
verificare sia i livelli, sia lo stato di
conservazione dei liquido schiumogeno. Per gli
impianti fissi non
sarebbe sbagliato, nelle opportune prove
periodiche, tarare i miscelatori in modo da
avere la schiuma
alla desiderata densità. Il fornitore del
liquido schiumogeno suggerisce delle densità e
delle
percentuali di acqua, aria e liquido
schiumogeno, ma è bene, per l’impianto fisso,
provarli proprio su
quell'impianto e vedere quanta aria e quanto
schiumogeno bisogna dare per ottenere la schiuma
desiderata. Una volta regolati questi organi
dovrebbero restare in posizione fino a che non
si presenti
la necessità di una loro modifica.
Le lancia schiuma, oltre che sull'ugello, vanno
verificate anche nella parte posteriore, lì dove
c'è
l'ingresso dell'aria, perché una ostruzione
(nidi di vespe, ad esempio) non consente
l'ingresso dell'aria
e quindi la formazione della schiuma.
Per gli impianti speciali i controlli e le
manutenzioni vanno fatte seguendo le istruzioni
della ditta
costruttrice o dell’installatore. Per i collaudi
degli impianti speciali valgono, comunque, le
stesse
norme relative agli estintori mobili. Tenere
comunque sempre sotto stretta sorveglianza le
centraline di
comando e segnalazione, i vari pulsanti di
azionamento manuale, gli organi di avviso e le
pressioni
all’interno dei serbatoi di stoccaggio. |
|
Per gli impianti idrici e a schiuma,
impianti fissi, la verifica va estesa a tutte le
parti
componenti il sistema: dall'alimentazione, con
l'eventuale serbatoio di accumulo, alla
rete di distribuzione, alle apparecchiature per
lo spegnimento con le eventuali
attrezzature mobili. E' necessario verificare
che pompe ed i motori che le azionano
siano efficienti e costantemente e correttamente
alimentate e collegate; che le
valvole di apertura e chiusura siano nelle
corrette posizioni e risultino prive di perdite
e facilmente manovrabili. Se sono presenti leve
e volantini, staccati dall'asse dalla
valvola, questi devono comunque essere
immediatamente disponibili, non bisogna andarli
a cercare
chissà dove. |
|
Le procedure di esecuzione delle verifiche e la
compilazione dei documenti che ne attestino
l'esecuzione, permettendone quindi anche il
controllo, saranno disposti dai responsabili del
servizio di
prevenzione e protezione, di intesa sia con il
rappresentante per la sicurezza, sia con i
responsabili
degli altri settori aziendali. |
|
Quando esistono strutture ed impianti in comune
con altre attività, il pericolo è che ognuno
ritenga che
sia l'altro a interessarsene. E' bene che si
faccia attenzione che il responsabile del
servizio,
l'amministratore, o la ditta esterna, che ha
avuto l'incarico di fare queste operazioni, le
faccia
effettivamente. |
|
Per le attività a minor rischio di incendio, i
cui impianti fissi di solito sono alimentati
direttamente
dall'acquedotto, senza interposizione di
serbatoi di accumulo, o gruppi di o pompaggio,
autoclavi o
altro, è sufficiente controllare la costanza
dell'alimentazione e la pressione. Normalmente è
sufficiente
una pressione di 4 o 5 atmosfere. Bisogna anche
controllare la manovrabilità delle valvole, che
le
tubazioni flessibili, vale a dire le manichette,
siano presenti e correttamente avvolte. Malgrado
si dica
da anni, si continuano a trovare, a volte, le
manichette avvolte semplicemente da un estremo
all'altro.
Svolgere una manichetta così avvolta significa
vedersela presentata poi a spirale. Nel momento
in cui
l'acqua passando dentro tende a gonfiarla, la
manichetta s’intoppa in mille punti. Bisogna, a
quel
punto, svolgerla in modo da averla distesa in
maniera lineare; ovviamente con una ulteriore
perdita di
tempo. Se, invece, la michetta è piegata in
doppio e avvolta con i raccordi all'esterno, nel
momento in
cui la si srotola, anche lanciandola, si
distende sul terreno in maniera lineare e non
presenta
quell'inconveniente. Nel controllare le cassette
degli incendi, quindi, è bene controllare anche
che la
manichetta sia avvolta correttamente, non sia
legata; a volte è nuova, mai usata, mai
srotolata, ed è
legata magari con dei fili resistenti, con dei
nodi ben stretti e non facilmente srotolabile.
Bisogna
correre, andare a cercare un attrezzo da taglio
per potere liberarla dalla legatura e quindi
poterla
utilizzare. |
|
E' necessario controllare che la lancia, che è
opportuno che sia dei tipo regolabile, non sia
sparita
come spesso succede. Se manca l'attrezzo capace
di convertire la pressione in velocità e,
quindi,
consentire il getto dell'acqua, l'acqua esce
dall'estremità della manichetta, esce dal
raccordo e arriva
sui piedi dell'operatore. Non si riesce in
questo caso a combattere l'incendio stando alla
giusta
distanza. La lancia è una parte essenziale della
bocca da incendio, sempre che, ci siano i
collegamenti tra la cassetta e la rete
antincendi. |
|
Per la immediata identificazione ai fini
manutentivi, è bene che le postazioni degli
estintori e le bocche
da incendio che gli idranti, abbiano una loro
numerazione, in modo da essere immediatamente e
univocamente determinati. |
|
IMPIANTI E ATTREZZATURE ANTINCENDIO:
PRESCRIZIONI |
|
L’art. 4 dei D.M. dei 10 marzo 1998 è dedicato
al controllo e alla manutenzione delle
apparecchiature
di spegnimento, di lotta agli incendi. In questo
articolo sono previste le operazioni da fare e
le
operazioni di manutenzione e controllo degli
impianti di sicurezza. |
|
Impianti ed attrezzature antincendio non bastano
da soli ad impedire l'insorgere e la
propagazione
degli incendi. Sono apparecchiature, che
svolgono adeguatamente la loro funzione, solo se
correttamente impiegate, ma soprattutto
mantenute in condizioni di costante efficienza e
di immediata
accessibilità. Per ottenere ciò sono necessarie
una costante attenzione al problema, una
sistematica
vigilanza ed una periodica manutenzione. |
|
I controlli non devono essere soltanto formali e
superficiali, fatti solo per poter dimostrare di
avere
ottemperato ad un precetto normativo o ad una
disposizione di servizio, ma devono essere
ritenuti
determinanti ai fini della sicurezza, e
accurati, minuziosi, quasi pedanti e ben
riportati nel registro
antincendio (assunzione
di responsabilità). |
|
Si tenga ben presente che in molti casi
sofisticati e costosi impianti non sono entrati
in funzione per il
mancato intervento di modesti particolari, che
erano stati trascurati durante frettolose
operazioni di
controllo. Nel caso in cui è possibile,
ovviamente, conviene una prova realistica
dell'impianto. Ciò
naturalmente, non è pensabile, soprattutto nel
caso degli impianti interni. Non si può
azionare, per
prova, l'impianto splinkler di un grande
magazzino. L'efficienza dell'impianto e
dell'attrezzatura
normalmente viene riscontrata controllando a
vista l'impianto e valutando alcuni parametri
essenziali:
pressioni, livelli ecc., e controllando che
rimangano entro limiti prefissati. |
|
Riassumiamo di seguito, brevemente, le verifiche
da effettuare agli impianti ed alle
apparecchiature
antincendio, cominciando dagli estintori, che
sono certamente i più noti e diffusi presidi (le
schede
riportate vanno obbligatoriamente divulgate agli
addetti aziendali). |
|
Nei punti strategici verrà collocata, in vista e
ben illuminata, anche in caso di assenza di
energia
elettrica pubblica, una planimetria generale
dell’intera azienda, recante la disposizione dei
presidi
antincendio e le indicazioni dei percorsi da
seguire per raggiungere le uscite. In
particolare essa
riporterà la ubicazione: |
|
delle vie di uscita;
dei mezzi e degli impianti di estinzione;
dei dispositivi di arresto degli impianti
elettrici;
dei vari ambienti di pertinenza con indicazione
delle relative destinazioni d'uso;
le istruzioni fondamentali di Sicurezza valide
sia per i lavoratori che per gli eventuali
esterni
presenti nell’edificio. |
|
Su ogni planimetria verrà indicato un simbolo
specifico che indichi “Voi
siete qui”
e
la planimetria sarà stampata con l’orientamento
giusto riferito all’orientamento
dell’osservatore. |
|
PIANO DI SICUREZZA ANTINCENDIO, di EMERGENZA e
di EVACUAZIONE |
|
Tutti gli adempimenti necessari per una corretta
gestione della sicurezza antincendio sono
pianificati
nella sezione relativa; dove vengono riportati
in particolare: |
|
i controlli;
gli accorgimenti per prevenire gli incendi;
gli interventi manutentivi;
l'informazione e l'addestramento al personale
del servizio d’ordine e agli addetti;
le istruzioni per gli eventuali esterni presenti
nell’edificio;
le procedure da attuare in caso di incendio o
pericolo. |
|
Il tutto nel chiaro intento di attuare e
pianificare le misure di prevenzione e di
protezione antincendio
per ridurre l’insorgenza di un incendio e di
limitarne le conseguenze qualora esso si
verifichi. |
|
REGISTRO DI SICUREZZA ANTINCENDIO |
|
Nel caso specifico è richiesto tale adempimento:
esso è stato coordinato con le attuali
manutenzioni
periodiche; le specifiche contenute vengono
riportate nella sezione relativa. |
|
FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEL PERSONALE |
|
Buona parte delle specifiche competenze da
destinare ai preposti alla sicurezza e al pronto
intervento
sono contenute nel presente documento. Le varie
sezioni che compongono la presente
documentazione sono state organizzate perché
esse vengano divulgate a tutti i livelli
aziendali e siano
oggetto di incontri periodici specifici. |
|
In tale ottica, il personale dipendente tutto
verrà adeguatamente informato sui rischi
prevedibili, sulle
misure da osservare per prevenire gli incendi e
sul comportamento da adottare in caso di
incendio.
Nel corso dell’anno verrà tenuta almeno una
opportuna esercitazione antincendio e di
gestione di una
eventuale emergenza: il tutto verrà annotato nel
registro antincendio aziendale. Verranno
opportunamente definiti i compiti e coordinate
le varie mansioni (chiamata
dei soccorsi esterni,
controllo dell’evacuazione, gestione dei presidi
antincendio, affiancamento delle squadre di
soccorso
esterne, etc.). |
|
NORME ESSENZIALI IN CASO D’EMERGENZA |
|
Le indicazioni sui provvedimenti ed i
comportamenti che, in caso di emergenza,
dovranno mantenere
sia i dipendenti che tutte le eventuali persone
presenti, saranno esposti in modo ben evidente
su
cartelli conformi al D.Lgs. 81/08.
L’utilizzazione delle attrezzature di estinzione
incendi sarà sempre
assicurata durante le ore di attività da
personale in grado di effettuare le operazioni
di primo intervento
in caso di necessità (ed
all’uopo formate come previsto dal D.Lgs.
81/2008).
In particolare le norme
di
sicurezza antincendio per i lavoratori possono
riassumersi nei paragrafi seguenti. |
|
Nei locali è vietato l’uso di fiamme libere, di
fornelli a gas od elettrici, di stufe elettriche
con resistenza
a vista, di stufe a cherosene e di ogni
apparecchio portatile di riscaldamento o
cottura. |
|
È inoltre vietato costituire depositi di
sostanze infiammabili o di sostanze che possono
per la vicinanza
reagire tra loro provocando incendi e/o
esplosioni. È, infine, vietato lo spegnimento
dell’illuminazione
nei locali e nelle aree di pertinenza dove
transitano le persone, prima che tutte siano
uscite all’aperto
o si siano state portate in luogo sicuro. |
|
Verrà istituita una opportuna squadra
antincendio e ciò in relazione alle dimensioni
dell’azienda, al
numero degli occupanti e al livello di rischio
incendio individuato (Elevato nel caso in
esame). Se non
si è già provveduto, in futuro dovranno essere
formati almeno due addetti secondo le
indicazioni del
D.M.10 marzo 1998
attraverso un corso riconosciuto della durata
minima di ore
16
, dai contenuti
previsti dall’allegato IX del Decreto citato in
funzione della entità del Rischio Incendio. |
|
PIANO DI SICUREZZA ANTINCENDIO |
|
Tutti devono conoscere i contenuti e la
strutturazione del presente Piano di Emergenza
ed
Evacuazione e la sua attuazione, in particolare
in merito a: |
|
i controlli;
gli accorgimenti per prevenire gli incendi;
gli interventi manutentivi;
l'informazione e l'addestramento al personale;
le istruzioni per gli estranei (clienti e
rappresentanti);
le procedure da attuare in caso di incendio;
le norme comportamentali da tenere da parte di
ciascuno. |
|
REGISTRO DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO |
|
Il responsabile dell'attività o persona da lui
preposta e nominata per iscritto provvederà a
registrare i
controlli e gli interventi di manutenzione sui
seguenti impianti ed attrezzature, finalizzate
alla sicurezza
antincendio: |
|
attrezzature ed impianti di spegnimento e di
rilevazione;
impianti elettrici (distribuzione, quadri e
apparecchiature complementari);
dispositivi di sicurezza e controllo a servizio
degli impianti dell’edificio (impianto di
distribuzione
del Gas Metano; impianto elettrico e relativi
quadri; impianto di messa a terra; centrale
termica
e sala tecnica; gruppo elettrogeno; deposito
imballaggi; celle frigo; impianto di
condizionamento e ventilazione; ecc.);
addestramento antincendio fornito al personale. |
|
Tale registro sarà aggiornato periodicamente e
reso disponibile in occasione dei controlli
delle autorità
competenti. |
|
PIANO DI EMERGENZA E DI EVACUAZIONE |
|
Il personale non avente incarichi specificati
è tenuto ad avere dimestichezza solo con i
contenuti di cui
ai successivi punti
1
–2 –
3
–
4. |
|
PUNTO 1 – REGOLE PER LA SICUREZZA E LA
PREVENZIONE |
|
Di seguito sono riportate le
indicazioni/prescrizioni per la sicurezza, che
vanno consegnate a tutte le
maestranze attraverso procedura verbalizzata: |
|
Imparare cosa fare in caso di incendio (punto
3).
Imparare a manovrare un estintore (punto 4).
Non tenere carte vicino a prese di corrente.
Fumare solo dove non è vietato.
Spegnere accuratamente i mozziconi nel
posacenere o a terra.
Non gettare carte nel posacenere o in
prossimità di mozziconi ancora
accesi.
Tenere in ordine i punti di passaggio sgombri
da cavi elettrici, fili od
altro.
Lasciare sempre sgombro l'accesso agli
estintori, ai sistemi antincendio e alle
uscite di
emergenza.
Non coprire la cartellonistica di emergenza:
antincendio, uscite, pericoli.
Prendere confidenza con la posizione degli
estintori e dei luoghi.
Abituarsi a guardare, all'inizio delle
attività, l'estintore più vicino e la
posizione degli addetti al
servizio d’ordine.
Urlare solo in caso di pericolo imminente.
Sforzarsi di mantenere la calma in ogni
situazione.
Non interferire con le attrezzature elettriche
e non pulirle con acqua o oggetti umidi.
Non ostruire le prese d'aria di raffreddamento
degli apparecchi elettrici.
Non cercare di eseguire interventi di
riparazione e non manomettere impianti di
alcun genere:
chiedi l'intervento del servizio di
manutenzione.
Non compiere di propria iniziativa operazioni
o manovre che non siano di competenza e per le
quali non si è ricevuto idoneo addestramento.
Utilizzare gli strumenti idonei al lavoro che
si deve compiere, assicurandosi che siano in
buono
stato e solo dopo averne appreso il corretto
modo d'uso.
Prima di compiere qualsiasi tipo di
operazione, analizzare i rischi che tale
operazione comporta
e trovare soluzioni per minimizzarli.
Correggere sempre chi si comporta in maniera
poco sicura.
Aiutare le persone estranee a prendere
confidenza con le aree dell’Azienda.
Riferire immediatamente all'addetto alla
sicurezza di qualunque pratica o situazione
insicura,
ovunque essa si presenti. |
|
RACCOMANDAZIONI IN CASO DI INCENDIO |
|
Nel caso in cui si rilevi o sospetti
dell’esistenza di un principio di incendio
(presenza di fumo, odore di
bruciato, presenza di fiamme), non lasciarsi
prendere dal panico (un
principio di incendio si può
spegnere agevolmente utilizzando un panno, gli
estintori o gli idranti disponibili)
e provvedere
immediatamente a: |
|
richiamare l’attenzione di altro personale
presente, richiedendone collaborazione;
disattivare le apparecchiature elettriche e/o
a gas installate nel locale interessato
(eventualmente togliere tensione al quadro di
reparto o generale) e spegnere l’eventuale
impianto di ventilazione;
azionare i dispositivi antincendio
disponibili, evitando di esporre a rischio la
propria persona;
usare correttamente l’estintore più vicino
(attenersi alle indicazioni presenti);
non abbandonare le aree finché non si è certi
che l’incendio non possa riprendere;
in caso di incendio non controllabile
telefonare immediatamente al 115 (Vigili del
Fuoco)
secondo la procedura riportata a fianco della
postazione telefonica per la chiamata di
pronto
intervento esterno;
è assolutamente vietato l’uso dell’ascensore:
usare le scale esistenti con calma; |
|
LA DIFFUSIONE DELL'ORDINE DI
EVACUAZIONE |
|
Al fine di segnalare il verificarsi di
una situazione di pericolo, il
responsabile dell'emergenza o il suo
sostituto, una volta avvertito,
valuterà l'opportunità di diramare
l'ordine di evacuazione. In caso di
situazione di grave pericolo, che
richieda l'abbandono immediato dei
locali e delle aree, esso sarà
diramato dal personale che per primo
viene a conoscenza dell'evento. |
|
Il segnale di evacuazione potrà essere
diffuso attraverso l'impianto di
allarme oppure con una
procedura di segnalazione a tutti i
presenti che univocamente richiami la
loro attenzione relativamente
all’evacuazione senza possibilità di
equivoco. |
|
Qualora dovesse porsi la necessità di
comunicare l'ordine di evacuazione in
maniera puntuale (reparto
per reparto),
sarà
compito della squadra di prevenzione e
protezione assicurare tale servizio. |
|
Appena viene recepito l'ordine di
evacuazione, tutto il personale, gli
anziani ospiti e gli eventuali
estranei presenti dovranno
immediatamente eseguirlo, mantenendo,
per quanto possibile, la massima
calma. Per garantire una certa libertà
nei movimenti è necessario lasciare
sul posto tutti gli oggetti
ingombranti. L'addetto di piano
coordinerà le operazioni di
evacuazione, intervenendo dove
necessario. Gli eventuali portatori di
handicap saranno tempestivamente
condotti verso l'esterno dal
personale espressamente incaricato. |
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RACCOMANDAZIONI IN PRESENZA DI
PORTATORI DI HANDICAP |
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Come riportato dalle Linee guida per
la valutazione della sicurezza
antincendio nei luoghi di lavoro
ove siano presenti persone disabili
(Circolare Ministero dell’Interno n° 4
del 1.3.2003), occorre
prestare attenzione alle circostanze
riportate qui di seguito, che andranno
valutate in funzione delle
diverse tipologie di portatori di
handicap presenti nell’edificio. |
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La mobilita' in caso di emergenza. |
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Gli elementi che rendono difficile la
mobilita' in caso di emergenza possono
essere individuati negli
ostacoli di tipo edilizio presenti
nell'ambiente. In particolare, una
prima sommaria elencazione puo'
comprendere: |
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la presenza di gradini od ostacoli sui
percorsi orizzontali; |
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la non linearita' dei percorsi; |
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la presenza di passaggi di larghezza
inadeguata e/o di elementi sporgenti
che possono rendere
tortuoso e pericoloso un percorso; |
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la lunghezza eccessiva dei percorsi; |
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la presenza di rampe delle scale
aventi caratteristiche inadeguate, nel
caso di ambienti posti al piano
diverso da quello dell'uscita. |
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Insieme agli elementi puramente
architettonici, possono esserne
considerati altri di tipo
impiantistico o
gestionale: |
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presenza di porte che richiedono uno
sforzo di apertura eccessivo o che non
sono dotate di ritardo
nella chiusura, al fine di consentire
un loro impiego e utilizzo, senza che
cio' determini dei rischi nei
confronti di persone che necessitano
di tempi piu' lunghi per
l'attraversamento; |
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organizzazione/disposizione degli
arredi, macchinari o altri elementi in
modo da non determinare
impedimenti ad un agevole movimento
degli utenti; |
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Piano di Emergenza ed Evacuzione |
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mancanza di misure alternative (di
tipo sia edilizio che gestionale)
all'esodo autonomo lungo le scale,
nel caso di ambienti posti al piano
diverso da quello dell'uscita. |
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L'Orientamento in caso di emergenza. |
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Al verificarsi di una situazione di
emergenza la capacita' di orientamento
puo' essere resa difficile
dall'inadeguatezza della segnaletica
presente in rapporto all'ambiente o
alla conoscenza di questo da
parte delle persone. La relativa
valutazione deve essere svolta anche
tenendo conto della capacita'
individuale di identificare i percorsi
(e le porte) che conducono verso
luoghi sicuri e del fatto che questi
devono essere ficilmente fruibili
anche da parte di persone estranee al
luogo.
In tale ambito e' necessario valutare
anche la mancanza di misure
alternative (edilizie, impiantistiche
o
gestionali) rispetto alla
cartellonistica, che e' basata
esclusivamente sui segnali visivi.
Questa, infatti, viene usualmente
utilizzata come unico strumento di
orientamento, ma costituisce solo
una parte della segnaletica di
sicurezza, cosi' come definita
nell'art. 162 del decreto legislativo
n.
81/2008. |
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Infine, i segnali visivi devono poter
soddisfare in pieno l'esigenza di
orientamento dei soggetti (es.:
quelli non udenti) che possono
avvalersi solo di questo canale
sensoriale. |
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La percezione dell'allarme e del
pericolo. |
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La percezione dell'allarme o del
pericolo puo' essere resa difficile
dall'inadeguatezza dei relativi
sistemi di segnalazione. In
particolare, e' frequente il caso in
cui deve rientrare nella valutazione
la
mancanza di misure alternative ai
segnali acustici. |
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Inoltre, anche per quanto riguarda i
segnali acustici, deve essere valutato
il segnale in rapporto al
messaggio da trasmettere: in relazione
all'ambiente, ai rischi e alla
conoscenza degli ambienti da
parte delle persone, anche il
messaggio trasmesso con dispositivi
sonori deve essere percettibile e
comprensibile da tutti ivi comprese le
persone estranee al luogo. |
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E' necessario, altresi', che l'allarme
e il pericolo siano segnalati anche
con segnali visivi, per
permettere la loro percezione ai
soggetti che utilizzano solo tale
modalita' percettiva. |
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L'individuazione delle azioni da
compiere in caso di emergenza. |
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L'individuazione delle azioni da
compiere in caso di emergenza puo'
essere resa difficile
dall'inadeguatezza del sistema di
comunicazione. |
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Tale condizione puo' spesso essere
ricondotta all'eccessiva complessita'
del messaggio o all'uso di un
solo canale sensoriale (ad esempio
solo acustico o solo visivo). |
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Anche in questo caso deve essere
tenuta in considerazione la necessita'
che la segnaletica di
sicurezza non si esaurisca solo con la
cartellonistica, quindi deve essere
oggetto di valutazione da
parte del responsabile alla sicurezza
anche l'eventuale mancanza di sistemi
alternativi, che
permettano la comunicazione in
simultanea del messaggio anche
attraverso canali sensoriali diversi
da quello visivo. |
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Oltretutto, il messaggio visivo deve
essere completo e semplificato, in
modo da non vanificare il suo
obiettivo, tenuto conto delle limitate
capacita' di comprensione del
linguaggio scritto da parte di taluni
soggetti (ad es., se sordi segnanti)
che, tuttavia, utilizzano solo il
canale sensoriale visivo. |
Piano di Emergenza ed Evacuzione |
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tutto il personale e le persone estranee
presenti devono lentamente e senza panico
avviarsi
verso le uscite di sicurezza percorrendo le
vie di esodo predisposte e raggiungere il
luogo
sicuro previsto per il raduno e la
coordinazione delle emergenze: una volta che
tutti sono usciti
dal locale richiudere sempre dietro di se le
porte ma mai a chiave;
ricordare che il fumo stratifica nelle parti
alte dei locali e che in basso si trova quindi
aria più
respirabile (usare per respirare, nel caso, un
panno umido sulla bocca);
informare immediatamente i propri superiori e
i responsabili o preposti alla Emergenza e al
Primo Soccorso;
non prendere iniziative personali e non
coordinate dai preposti alla sicurezza. |
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RACCOMANDAZIONI IN CASO DI PERICOLO GRAVE |
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Nel caso in cui venga segnalata o sospettata
l’esistenza di un pericolo grave ed immediato
provvedere
senza esitazioni a: |
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richiamare, evitando il panico, l’attenzione
di tutte le persone presenti;
informare dettagliatamente i preposti alla
sicurezza e attendere, nel caso, istruzioni;
abbandonare in tempi rapidi in maniera
ordinata e senza panico i luoghi ritenuti
pericolosi o
soggetti a pericolo grave ed immediato. |
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RACCOMANDAZIONI IN CASO DI EVACUAZIONE |
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Nel caso in cui sia stato richiesto di
abbandonare le proprie postazioni e
l’edificio: |
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durante l’evacuazione aiutare le persone
portatrici di handicap o ferite;
accertarsi che tutti i presenti abbiano
abbandonato l’edificio;
il Responsabile all’Evacuazione attende in
prossimità dell’ingresso aziendale l’arrivo
dei Vigili
del Fuoco o delle Forze dell’Ordine
(Carabinieri e Polizia, qualora allertati) e
fornisce in
maniera dettagliata tutte le informazioni del
caso;
Rientrare nell’edificio solo dopo che il
Responsabile dell’Evacuazione abbia
autorizzato il
rientro. |
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RACCOMANDAZIONI DI PREVENZIONE |
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Regole pratiche di prevenzione: |
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Evitare l’accumulo oltre il consentito di
sostanze facilmente infiammabili (alcool,
carte sciolte,
involucri di polistirolo espanso, ecc…).
Tutte le maestranze devono immediatamente
segnalare al Servizio di Prevenzione e
Protezione Aziendale eventuali manomissioni o
malfunzionamenti relativi ai presidi
antincendio
presenti (estintori, manichette, impianto NAF,
valvole e pulsanti di emergenza, etc.).
Evitare di fumare, soprattutto ove tale
divieto è affisso.
Evitare di ingombrare con depositi inopportuni
le attrezzature di soccorso (estintori,
manichette,
azionamenti di emergenza) o le uscite di
sicurezza.
Evitare di usare fiamme libere e, negli
spogliatoi, fornelli di qualsiasi tipo,
scaldavivande e stufe
di qualsiasi genere, phon e altre
apparecchiature elettriche in cattivo stato.
Verificare sempre la dislocazione degli
estintori e degli idranti. |
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Consideriamo, adesso i concetti e le
definizioni. Si parla di operazioni di
sorveglianza, di controllo, di
revisione e di collaudo. Naturalmente diamo
per scontato che la iniziale scelta dei tipo
degli estintori,
del loro numero, della loro ubicazione, sia
stata fatta con i giusti criteri, tenuto conto
delle
caratteristiche chimico-fisiche dei materiali
presenti, la loro compatibilità o meno con
l'agente
estinguente, l'uso e la destinazione dei
locale da proteggere, l'agevole e rapida
accessibilità agli
estintori, la loro distanza reciproca, la
distanza dagli accessi, la distanza dai punti
pericolosi dove è più
probabile che insorgano i principi di incendi.
Ricordiamo che, l'estintore è valido per il
principio di
incendio, non per l'incendio. Se si lascia il
tempo all'incendio di diventare tale, di
generalizzarsi
nell'ambiente, l'estintore non è certamente il
mezzo da utilizzare per intervenire. Se si
deve utilizzarlo
sul principio di incendio, la condizione
essenziale è che si possa utilizzare nei tempi
più brevi possibili. |
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Rivediamo quali sono le operazioni previste
dalla norma citata, la UNI 9994. Si parla di
sorveglianza,
quella che può essere fatta da chiunque operi
nell'azienda, senza che siano necessariamente
molto
esperti nel controllo e nella manutenzione. La
sorveglianza mira semplicemente a stabilire
che gli
estintori siano al loro posto, non siano stati
spostati o portati via e che siano evidenziati
da una
apposita segnaletica. A proposito di
segnaletica c'è da dire che è bene controllare
che sia anche
efficacemente apposta, perché a volte il
cartellino lo si vede poggiato quasi sopra
l'estintore. I cartellini
non si appoggiano perché le ditte li vendano,
ma perché evidenzino, anche a distanza, la
posizione
dell'estintore. In alcuni casi converrebbe
mettere un cartello a bandiera piuttosto che
applicarlo alla
parete, questo perché dal fondo di un
corridoio il cartellino sulla parete non è
visibile. A volte i cartellini
sono coperti da materiali e macchinari, in
questo caso bisogna portarli ad una altezza
superiore ciò
per consentire di vederli anche da lontano. Il
cartello non solo deve esserci, ma deve essere
posto in
modo intelligente e visibile. |
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Piano di Emergenza ed Evacuzione |
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Devono essere anche facilmente raggiungibili.
Devono essere facilmente sganciabili e
utilizzabili
senza l'uso di altri accessori o di altri
apparecchi: scalette, chiavi ecc.
Non devono essere stati utilizzati. Sembra
ovvio, ma qualche volta succede di ritrovare
appesi ai
supporti estintori già utilizzati, anche solo
parzialmente, ma questo non garantisce il
rifunzionamento
dell'estintore, perché se è anche stato usato
parzialmente l'estinguente può essersi scaricato
durante
l'uso, o nei tempi immediatamente successivi;
bisogna controllare che la spina sia integra con
il sigillo
di garanzia a posto. |
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Se l'estintore è dotato di manometro è bene
controllare che l'indice sia nel campo di
corretta
pressurizzazione, che normalmente è un settore
verde. L'estintore non deve presentare evidenti
segni
di cattiva conservazione, cioè non deve
presentare ruggini sulle parti metalliche,
screpolature o rotture
sulle parti in gomma o plastica. |
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Il cartellino di controllo, infine, deve essere
correttamente aggiornato. |
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Le eventuali carenze riscontrate, da chiunque
siano riscontrate, vanno immediatamente
segnalate agli addetti perché possano provvedere
tempestivamente. |
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Trattiamo adesso le
revisioni.
Queste operazioni, oltre a quanto già previsto
per i controlli, prevedono
lo smontaggio completo dell'estintore, la
sostituzione della carica di estinguente, la
sostituzione di parti
non più affidabili o che si siano rovinate
durante lo smontaggio, il rimontaggio completo e
la
pressurizzazione di nuovo con il propellente.
Ricordo ancora che la norma UNI 9994 elenca
tutte le operazioni da eseguire e la cadenza
delle
revisioni. Per quanto riguarda gli estintori ad
acqua o schiuma, a polvere o anidride carbonica,
questa
cadenza è fissata rispettivamente in 18, 36 e 60
mesi. Le revisioni sono affidate a personale
qualificato e, normalmente, sono affidate o alle
ditte convenzionate, o addirittura,
direttamente, alle
case costruttrici degli estintori. Per gli
estintori posti in ambiente marittimo la cadenza
delle revisioni è
fissata dal dicastero competente. |
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Prendiamo in considerazione le
operazioni di collaudo,
anche queste descritte minuziosamente nelle
UNI 9994, queste operazioni prevedono anche il
collaudo a pressione dell'involucro
dell'estintore.
Laddove non ci siano norme che prevedono cadenze
diverse, la norma UNI prevede una cadenza di
sei anni. Ogni sei anni l'estintore va anche
provato a pressione. Questi controlli avvengono
di solito
presso ditte specializzate e alla presenza di un
funzionario della Pubblica Amministrazione. Le
stesse
vengono poi certificate con un apposito
documento, che è il certificato di collaudo
della bombola
dell'estintore. |
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Per gli
impianti di rilevazione di allarme, impianti di
evacuazione di fumi e di
calore,
è preferibile seguire le istruzioni. La varietà degli impianti è
tale che
norme generali non sono sempre applicabili,
quindi è bene seguire le disposizioni
dei fabbricante o dell'installatore. Le
procedure che si suggeriscono devono
essere eseguite con la necessaria regolarità. Un
impianto di rilevazione mal
gestito e quindi mal funzionante è, quasi,
peggio che niente. Perché la mal
riposta fiducia in quell'impianto fa normalmente
abbassare la guardia al personale
che si sente tutelato da un impianto che,
invece, non è efficiente quanto
necessario. |
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Eventuali periodi di disattivazione degli
impianti per le manutenzioni necessarie vanno
neutralizzati
con l'aumento della vigilanza, con un aumento
dell'attenzione. Non sono pochi i casi nei quali
l'incendio si verifica malauguratamente proprio
nel momento in cui la vasca di accumulo è vuota
perché la stanno svuotando e ripulendo e la
pompa è stata smontata perché bisognava
sostituire dei
cuscinetti. E' necessario proprio in quei
momenti in cui i presidi antincendio sono
inefficienti
aumentare l'attenzione. Nei casi più delicati,
eventualmente, chiedere anche un servizio di
vigilanza
per avere la giusta tutela. Naturalmente per le
operazioni di manutenzione e di controllo
affidati a ditte
esterne, è bene affidarsi a ditte di provata
serietà e stabilire in maniera oculata i
relativi contratti in
modo che gli impegni della ditta siano ben
precisi e non vengano affidate al caso le
operazioni da fare. |
Il tecnico
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